Si sente dire da sempre che il cinema d’autore italiano è in crisi.
In realtà ogni anno vengono prodotti molti film di qualità, spesso con budget limitati.
Storie appassionanti e originali, scritte e girate benissimo, prodotte con grande professionalità.
Film che riscuotono consensi e applausi nei festival di tutto il mondo.
La nuova generazione di registi, nata nell’era digitale, sta portando una freschezza e una vivacità che non si vedevano da tempo, rompendo gli schemi classici della commedia e spaziando tra i generi più diversi.
A noi sembra che il problema sia essenzialmente uno: al cinema d’autore mancano gli spettatori.
Certo, è una semplificazione, la realtà è più complessa, per esempio il cinema autoriale ha poca visibilità nelle sale, la distribuzione è spesso asfittica e distratta.
Le sale d’essai hanno perso la generazione dei trentenni con l’esplosione delle multisale, con i film in streaming sullo smartphone le multisale stanno rischiando di perdere quella dei ventenni.
Occorre ripartire dalle sale d’essai, dai cineforum di provincia, dalla passione per il Cinema.
Il Breganze film festival è un festival “piccolo” ma tenace.
Viene organizzato dal Cineforum Verdi, una realtà associativa attiva da 44 anni, con 2300 tesserati che riempiono
la sala dal martedì al sabato. Nel 2018 il Verdi ha vinto il Biglietto d’oro come miglior monosala per i Comuni con meno di 50000 abitanti.
Una domenica al mese da ottobre ad aprile c’è la serata con il Breganze film festival.
Ogni volta invitiamo in sala registi e attori che incontrano gli spettatori per discutere e confrontarsi sui film presentati.
Più che un festival è una festa, con il pubblico che vota e decreta il film vincitore.
Al vincitore viene assegnato il Torcolato d’oro, omaggio “vinicolo” alla terra dell’alto vicentino.
Dalla terza edizione è nata la sezione parallela del Breff School Project.
La mattina del lunedì seguente la serata del Breff portiamo il film nelle scuole superiori della zona, con gli ospiti che incontrano gli studenti dopo la proiezione.
Crediamo fermamente in questo progetto. Occorre puntare sulle scuole, sull’educazione al linguaggio cinematografico, sulla conoscenza dell’arte filmica. Per i ragazzi è un mondo nuovo, tutto da scoprire.
Poi ci penserà la magia del cinema, con l’impagabile emozione della visione in sala che nessuno smartphone potrà mai dare.